Io Andrei
Ieri sera a cena, in un momento di riflessione, ho capito che è giunto il momento di tornare in quel luogo da cui sono andata via, malamente, ma è la mia città!
Oggi qui piove, ho aspettato tanto che la pioggia cadesse sulle mura della mia casa per lavare via tutto quello che era rimasto sulle pareti, forse della resina degli alberi, era qualcosa di naturale ma vischioso.
Tornerò a Palermo, lasciando con tanta nostalgia questi luoghi che mi hanno consolato e nascosta.
Quest’ anno si aggiunge la consapevolezza che sentirò la mancanza di due persone che mi sono state tanto vicine, senza chiedere nulla in cambio. Il loro affetto mi ha colpito, il cercami, lo starmi vicina, nonostante questa estate non fossi molto “gestibile”, mi la lasciato senza parole e ha riempito il mio malandato cuore di gioia.
Forse è anche questa una mia caratteristica, quella di riuscire ad aprirmi completamente verso chi sta bene in mia compagnia e sente dell’affetto sincero per me.
Con la promessa di venire più spesso nel mio eremo, per loro, lascio Angela e Nello i miei “genitori adottivi”, qui.
Grazie davvero per tutto, senza di voi sarebbe stata una stagione più difficile.
Casting Toilet
Dopo mesi di “travaglio” forse i lavori a casa di monachella, volgono al termine.
I bagni sono davvero splendidi, quello con il box lo è ancora di più. Non vedo l’ora di potere fare una doccia in quei 135 centimetri a disposizione!
I sanitari, i lavabi sono bianchi, nuovi ed immacolati, i pavimenti anche, viene voglia di passarci delle ore!
Un solo dubbio rimane: adesso la tinta per i capelli dove me la devo andare a fare? :/
Crepuscoli Sereni
Crepuscolo di fine estate all’ Eremo, eravamo davvero pochi in spiaggia, i miei amici ed io, in uno degli angoli più tranquilli, il sole che piano piano andava via, anche ieri.
Il costume ancora umido addosso che gocciolava sul ventre e sulle gambe, il vento sulla pelle, che fa assaporare piano piano i brividi lungo il corpo, l’esigenza di riscaldarsi in qualche modo, pur di mettere un freno a quella sensazione che travalica verso il piacere, quello che ti fa mordere il labbro, con un sussulto.
Avvolgersi in un asciugamano, frizionarlo un po’ su te stesso, come se volessi risvegliarti da un fantastico sogno. Seduto di fronte al mare, diventando un granello di sabbia.
Sembra passato poco tempo, da quando abbiamo cominciato a farci accarezzare dal sole e cullare dalle onde ma in realtà è quasi finita una stagione, il suo epilogo lo paragono semplicemente agli ultimi minuti di luce vissuti sulla spiaggia, immortalati nello scatto che sovrasta queste mie poche righe.
Momenti densi, fatti anche da silenzi e sguardi, con una calma che solo l’atmosfera crepuscolare può darti, trasmettendoti pace interiore e serenità.
Francesine
Un anno fa, quando sui giornali cominciavano a farsi vedere nelle pagine dedicate alla pubblicità le prime francesine, cominciavo anche io a farmi influenzare. E’ un modello di scarpe che mi è sempre piaciuto, quella forma che ricorda l’austerità della Signorina Rottermaier, tacco imponente ed un plateau che ti sostiene, slanciandoti con un solo centimetro in più, in alcuni casi!
Non ho resistito, ed a Ottobre del 2009 ne ho subito preso un paio, ricordo anche il commesso del negozio, guardomi con soddisfazione, disse che non erano tutte le clienti a chiedere quelle scarpe chiamandole con il loro nome, ovviamente non sapeva chi aveva davanti, avrei forse dovuto mostrargli i miei stivali “Les Tropeziennes”, che conservo come un trofeo?
Andiamo al fulcro del mio post di oggi però: quest’anno purtroppo, ho cominciato ad intravedere delle rivisitazioni delle francesine: quelle “open toe” o quelle in camoscio con dei tagli trasversali con dei tacchi che non seguono la linea della scarpa.
Le boccio in toto, nessuno di questi nuovi modelli, ha incontrato il mio gusto, il modello sembra snaturato, perdendo il suo aspetto austero ed affascinante che con un abbigliamento giusto e ricercato può essere anche molto sexy!
Filiere e Figli
Ieri, il solito dubbio se scattare o meno questa foto all’aracnide che avevo di fronte, ad occhio nudo non era proprio il mio tipo, avevo il timore di avere quel brivido lungo la schiena inquadradolo con il mio obiettivo: un 100 macro f/2.8 della Canon.
Piano piano sono riuscita ad avvicinarmi, non era così spaventoso e facendomi spazio dentro il suo microcosmo, mi sono accorta che sopra di esso c’erano anche i suoi piccoli ragnetti! Affascinante no?


