Cara Nonna

March 26th, 2010 | Posted by Serena Tudisco in A muzzo - (7 Comments)

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Cara Nonna,
oggi, come in ogni anno della mia vita, sarebbe stato il tuo compleanno, quello che ha sempre preceduto il mio di un mese!
Un anno fa, ti ho preparato la torta paradiso, era la prima che facevo, non è venuta male, se solo avessi usato più fecola di patate, il risultato sarebbe stato perfetto!
Quest’anno non si festeggia più il tuo cammino su questa terra, sei andata via con un soffio, eri diventata così delicata che anche quello è riuscito a portarti via.
Spero che tutti i miei pensieri, le mie parole, le lacrime che sgorgano dai miei occhi, anche oggi, ti possano arrivare.
Lo sai, a pregare non sono mai stata brava e spesso mi rimproveravi per questo, anche se quando ero piccola e dormivo nel letto vicino al tuo mi chiedevi se avessi recitato il padre nostro, l’ave Maria e l’angelo custode prima di addormentarmi.
L’ ho fatto per tanti anni, nello stesso periodo di tempo in cui ti chiedevo di parlare prima di addormentarci perché avevo paura ma col passare degli anni sei stata tu a chiedermelo, ed io spesso borbottavo perché avevo troppo sonno.
Quanto abbiamo temuto che tutto finisse?
Quanto è durata l’illusione che la vita fosse solo bella? Tu ci hai sempre messo in guardia però, siamo cresciuti temprati dalle tue esperienze.
Attraverso di te, abbiamo conosciuto la storia della nostra famiglia, le nostre radici, le tue disgrazie, le tue avventure, la guerra ed "il pane buttato dalle finestre" , come quando da piccola ti nascondevi sotto il letto insieme alle tue sorelle per aspettare quello che noi sappiamo…..
Ci resta la storia, il tuo sguardo e le tue cose, sai ho messo la foto del nonno nella stanza della mamma così, c’è qualcuno che gli sta vicino con il cuore.
Mi manchi, mi mancherai sempre e buon compleanno ovunque tu sia, spero che l’etere possa  prendere questa lettera e consegnartela.
Mi auguro anche, che adesso tu stia bene, senza vincoli terreni, ed abbia ritrovato il tuo spirito ribelle racchiuso nel corpo di una donna nata nei primi del ‘900 a Palermo.
                                                                                                                       Serena

Sistole

March 24th, 2010 | Posted by Serena Tudisco in A muzzo - (2 Comments)

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Cuore che batte in gola, a ripetizione in uno schema quasi ricorrente.
Sapori e odori passati, che provi a creare ancora ma la ricetta ti sembra di averla smarrita.
Dov’è finita? Chi me la ha sottratta?
Apro la mia moleskine e respiro tra le pagine, ricche di passione e  inchiostro nero.
Le montagne della mia Palermo, sono offuscate dalle nuvole basse, che coprono anche i miei pensieri e la confusione mi prende.
L’aria mi entra nei polmoni ma ogni respiro contato e quasi centellinato mi fa male ed è schiacciato dal peso di ogni idea che prende forma con i miei ingredienti esauriti in questa valle in cui mi sono persa.

L’ultima frontiera degli auguri di compleanno è diventata facebook, grazie a my calendar, una applicazione che ti ricorda che qualcuno sta per compiere gli anni, hai la possibilità di non farli, senza incorrere in una brutta figura!
Nel corso degli anni ho visto mutare il modo in cui si possano fare gli auguri ad amico.
Quando ero bambina, c’erano le feste di pomeriggio: confusione, i primi balli, io ovviamente seduta in disparte, come da tradazione, mio padre, infatti, cambiava le puntine!
In adolescenza, sfoltendo il numero degli amici diminuiva anche quello dei compleanni, così dopo una telefonata si usciva insieme magari in quattro o cinque, tornando a casa con le mani unte di patatine fritte.
Poi, hanno inventato i cellulari e la telefonata che un tempo facevi, si è trasformata in un sms con cui in  168 caratteri, se ti vuoi mantenere sui 15 centesimi di spesa, riassumi i tuoi pensieri ed auguri le cose migliori.
Ma se chiudi il cerchio e torni a Facebook, vedi che gli auguri si moltiplicano, sono gratuiti J e la spesa ovviamente rientra nel tuo abbonamento adsl!!!

Parole Magiche

March 15th, 2010 | Posted by Serena Tudisco in A muzzo - (4 Comments)

Queste sono delle paroline magiche, chiamate tecnicamente “chiavi di ricerca” che hanno portato chi le ha scritte al mio blog, alcune sono curiose, altre divertenti e strane.
 
 
…….enciclopedia della donna, iris al forno, calia e semenza,ambulanze regole della strada, aprire rosticceria ganci, aprire un centro commerciale, beautiful flash, broscia, cabina telefonica gialla, cosa fanno i maschi nello spogliatoio, cosa fanno i maschi nudi nello spogliatoio, donne che si asciugano, foto ascella, bluetooth sentire le voci dei tuo amici, come essere disinibiti nello spogliatoio, nike schiaccia merda, spogliatoio palestra galateo, broscia, ascella selvaggia, cos'è la carta baritata?, facebook insonnia catania, piedi puzzone di moena, ravazzate siciliane, 35 nelle cannarozze, babinski cos'è, fan curtigghio, foto nonna con birra, sonnolenza con immagini e pensieri strani, voglio aprire una rosticceria ganci, ma a poggioreale fanno entrare le scarpe?, melanzane parmigiana biologiche, non sto molto bene, come entrare nel nautoscopio, trappola per zanzare calzino sporco, che posto è beautiful flash?, foto schiacciare la cacca di cane, munnizza ricetta, ascelle festa laurea, il pezzo da ganci, diagnostica di laboratorio nel codice della strada, passola……
 
Sul podio troviamo:
Primo posto: la mitica enciclopedia della donna.
Secondo posto: “ganci e figli” ( rosticceria)
Terzo posto l’articolo 177 del codice della strada

Il Due

March 11th, 2010 | Posted by Serena Tudisco in A muzzo - (3 Comments)

busIeri pomeriggio mi sono travestita da milanese ed ho detto ai miei genitori: "Mamma, papà io esco ma la macchina non la prendo, vado in autobus"!
Quando ho detto questa frase erano le 16,15 ho messo piede sul primo mezzo pubblico alle 17,35.
Volevo che il brivido percorresse tutta la mia schiena, tanto da sfidare il destino, il fato, ed ho scelto la fermata più vicina, in cui la tabella evidenziava quaranta minuti di attesa, che ovviamente si sono trasformati in una cifra astronomica, tanto da prendere il famigerato due.
Il Due, qui a Palermo è una delle linee più usate e  famose, passa a qualsiasi ora ed ha una frequenza da fare invidia a città come Milano, ricordo che a scuola spesso sia all'entrata che all'uscita molti ti dicevano di averlo preso, riuscendo ad arrivare prima di chi restava, inerme,  alla fermata ad attendere.
Per chi non l'avesse capito, questa linea è data dai tuoi piedi, che sono due, sovente quando ci si trova ad attedere pazientemente che passi un autobus, sei incitato da chi passa magari su uno scooter, senza casco con le seguenti parole: " Fattilla a piiiieri", cioè ti consigliano di effettuare il tuo tragitto a piedi, col due, perchè è insolito che si configuri davanti a te un mezzo pubblico.
Torniamo a ieri, sono finita su viale Regione Siciliana, la nostra "tangenziale" a cercare una linea che mi portasse verso l'autostrada, altri minuti di attesa, sguardi indiscreti di uomini, che ti guardano bramandoti come se fossi un oggetto, solo perchè sei su un marciapiede ad attendere, l'autobus, però.

Alla fine, quando stavo per desistere, sono riuscita a scorgere il 100, che qui a Palermo dovrebbe essere come il 101, l'unica linea che si può chiamare tale ma la frequenza è molto più bassa, anche perchè le corsie preferenziali sono parcheggi, qui a Palermo.
Alla fine, quando il sole era ormai tramontato, sono quasi arrivata a destinazione, ma come sempre, se avessi avuto un appuntamento, da un medico, per lavoro, per l'università, sarei arrivata novanti minuti dopo.

E si continua……..così.

Fraginesi

807 HPa

March 9th, 2010 | Posted by Serena Tudisco in A muzzo - (0 Comments)

La pressione oggi, fuori dalla mia stanza, è di 807 HPa, molto bassa quindi, ed io sto nella medesima condizione non perché voglia rientrare in quella cerchia di persone che ultimamente si definiscono metereopatiche , ma per trascinarmi insieme a questa giornata con un grande sforzo, verso l’oblio della notte.
In quella porzione di giorno in cui tutto apparentemente si placa, rallenta e trova una forma più vicina ai ritmi della natura, anche io vorrei entrare in questa fase, in cui volto le spalle al sole, così da riposarmi ma in questa momento della mia vita è tutto al contrario, e quella porzione di ore, che tanto speravo di affrontare in tranquillità si è trasforma in un mondo da tenere a bada, mi aggrappo ad un “cerchio”, simbolo di amore e di forza, confidando che le dia pure a me.

Pensieri

March 8th, 2010 | Posted by Serena Tudisco in A muzzo - (3 Comments)

pensieri2qk9Forse è solo colpa dell’essere legati troppo ai ricordi e alle tue radici anche se non lo vai sbandierando ad  ogni minima occasione, perché non si esiste solo se si appare.
Mi è capitato di attraversare una strada violentata, brulla, disabitata agli occhi di tutti ma ai miei come un fascio nervoso scoperto, come una mal di denti, che ti annienta.
Mi è bastato guardare una saracinesca sgangherata per lasciare riaffiorare certi sapori, alcuni odori ed alcuni visi, nascosti nella memoria, che da piccoli sono capaci di rappresentare il tuo microcosmo.
Bastava percorrere pochi metri in macchina, guidata da papà, citofonare, giocare con qualche lira in tasca che risuonava nelle tasche ma che poteva darti l’indipendenza di cui avevi bisogni in quei momenti.
Cosa succede poi?
 Il tuo piccolo mondo si trasforma in qualcosa di enorme che ti sembra sfuggire di mano come sabbia. Cambia tutto, tu cresci, invecchi insieme ai tuoi cari, e ti trovi dentro a questo vortice che spesso non sei capace di gestire e ti capita di scegliere la carta dell’immobilità che in fondo non serve, perché tutto scorre.
Basta una piccola traversa a farti ricadere in quei ricordi che sono i tuoi pilastri, alcuni sono grandissimi altri piccoli perché chi gestisce il cantiere a volte decide che non è l’altezza a farlo grande.
Io ci provo, mi arrampico, li coccolo nei miei pensieri e nei miei ricordi, sperando che anche loro possano darmi la forza di fare ripartire quel mio pendolo che si è fermato senza una ragione apparente.

Piove

March 7th, 2010 | Posted by Serena Tudisco in A muzzo - (1 Comments)

Domenica Pomeriggio, fuori piove a Palermo, guardo le gocce scendere quasi singolarmente, una per volta, avrei voglia di contarle, sarebbe un altro dei trucchi, l'ennesimo, che da circa un mese provo ad inventare per occupare, inutilmente quei momenti, ancora crudi e duri che ho nella mente.
Come dicono in molti, certe cose ti fortificano?
Secondo me, ti spezzano invece.
Un altro dei miei pensieri, questo però è bello, è dato dall'attendere che l'alternare del dì e della notte mi porti a giovedì per potere stringere nuovamente il mio piccolo nipotino.
Renatino, arriva presto, la zia ha bisogno di te.