Archive for April, 2010
Che Gentilezza!
A Palermo, ti capita anche di uscire da una delle gioiellerie più belle della città e di essere mandata a quel paese, dalla persona che sfortunatamente incontri all'interno delle loro doppie porte.
E' successo ovviamente a me, ero andata trafelata a chiedere una vite, per gli orecchini ricevuti il giorno stesso per il mio compleanno, che avevo perso.
Dopo la gentilezza estrema da parte del negoziante, stavo per andare via, ho aperto la prima porta e ho avuto l'impressione di entrare nell' arena del Colosseo, contro di me un uomo grande e grosso che si è scaravantato addosso con tutti i suoi pacchi, era un corriere, bloccandomi l'uscita.
Conoscendo la mia indole, lo avrei aiutato anche a portarli ma visto il tuffo nel passato e la bava alla bocca del signore, che quasi mi ringhiava contro, ho esclamato: "Molto gentile", dopo di ciò, sono riuscita a divincolarmi e trovare la via di uscita.
Cosa è succuesso poi?
Mr corriere, è tornato indietro, per insultarmi, ha chiesto al negoziante di aprirgli nuovamente la porta mandandomi a quel paese…….
Signori si nasce!
26 Aprile 2010
Treuntunesimo compleanno della mia vita, primo senza la nonna,
la sola che abbia mai conosciuto visceralmente con questo nome.
Forse dovrei fare dei bilanci, come quando finisce un anno solare ma non è proprio la volta buona.
Potrei mettere sul piatto della bilancia, quello che non mi piace della mia vita?
L'unico regalo che riesco a farmi oggi, è quello di non dargli il risalto, che gli do nel resto dei 364 giorni, forse.
Anche se, sono iniziati i mal di schiena ed i capelli bianchi, insieme a loro sono già passati gli anni in cui si festeggiava, perchè davanti c'era tutta la vita con le sue le soddisfazioni, e gli amici, che credevi fossero per sempre.
Adesso, come dico spesso le mie amiche si possono contare sulle dita di una mano ed un paio di loro hanno pure il mio stesso nome, le ringrazio perché, mi hanno saputo ascoltare e consigliare nei miei momenti bui, spero di essere sempre alla loro altezza.
Con le candeline che aumentano sono sfioriti molti desideri, si sono concretizzate ansie e paure, ma credo che alla fine sia anche giusto e normale averle, forse io ho il brutto vizio di condividerle, anche qui.
Come dice mia madre, però sono una ragazza fortunata, non mi manca niente!
Ho una famiglia numerosa che mi ama, un uomo di cui vado orgogliosa, per quello che è, che coincide con quello che fa, e per come lo fa.
Sto bene, o quasi, vorrei solo che il mondo seguisse le mie inclinazioni ma non sono certo la prima donna tormentata su questo pianeta, mi basta leggere qualche pagina del diario di Sylvia Plath per capire come due anime, una è la mia, si possano rispecchiare anche se di mezzo c’è pure la morte.
Oggi dal 1979, da quelle quattro del mattino e qualcosa, sono passati trentuno lunghi anni, credo di avere già tessuto la trama della mia vita, la sua rete, e di avere seminato qualcosa di buono in questa terra che mi ha accolto.
Siate clementi, e buon compleanno a me stessa ed alla mie amate fragoline che anche quest'anno avrò sulla torta.
Pensierino del Sabato
penso a quanto sarebbe bello averlo qui ogni giorno e a come la mia vita sarebbe,
sicuramente, migliore ad avere un nipotino da andare vedere crescere giorno per giorno.
Paradossalmente, con il traffico che c'è in questa città, arriverei prima
a Milano, con tanto di aereo, che in macchina a Palermo.
Sarebbe comunque diverso, averlo qui, sapere di essere indipendente nel raggiungerlo,
senza vulcano o sciopero dei controllori di volo, che tengano.
Cosa c'è da fare?
Per adesso nulla, solo guardarlo e fargli tante coccole quando lo hai vicino, ancora non parla ma è una grande comunicatore!
Che ridere!
AMMUCCIA IL CASSONETTO!

AGGIORNAMENTO DEL 26 APRILE, GUARDATE COME CRESCONO RIGOGLIOSI I SACCHETTI!
Adesso, ho capito tutto!
La soluzione si era materializzata davanti ad i miei occhi ma non riuscivo a deliniarla, ed invece era chiara e limpida come il sole che splende oggi a Palermo.
Negli altri comuni, come ad esempio la mia amata Milano, ti chiedi sempre che fine abbiano fatto i cassonetti, non ci sono, non li vedi e soprattutto non li senti!
Qui stiamo per raggiungere quasi lo stesso livello di emancipazione, non perchè la differenziata, partita in alcune strade abbia ricorperto a tappeto, come la munnizza, la nostra città ma perchè la nuova campagna sarà dedicata al mimetismo!
AMMUCCIA IL CASSONETTO!
Questo è il suo nuovo nome, lo spirito del palermitano ha subito gradito ed apprezzato, questa iniziativa!
In questa foto infatti si può notare come ci si stia impegnando a fare sparire dalle strade il nostro tanto amato/odiato cassonetto.
Tutti possono farlo, è semplice basta comporre in maniera armonica e circolare delle costruzioni di rifiuti intorno, o anche sopra, in questa immagine, possiamo notare infatti come il bidone riservato alla carta porti nelle due aperture in cui infilare i supporti in cellulosa, due bei sacchetti che grondano!
Dai! Non perdete tempo e unitevi a questa nuova e bellissima iniziativa!
Partecipa anche tu!
Gli Anni
Mi chiedo come siano passati novantotto anni così, guardo ancora quella foto in cui mia nonna ha solo un paio di anni e non mi capacito.
Sembrano volati, anche se sulle sue povere membra ogni giorno pesava come un macigno.
Il tempo che scorre mi spaventa in maniera esponenziale, la mia casa ormai vuota mi fa stare male, quando mi ritrovo nella stessa stanza con i miei genitori, ho l’impressione di essere una reduce o una sopravvissuta insieme a loro, racchiusi in pochi metri quadrati, con due computer ed una televisione.
Tra di noi si è interposta solo la tecnologia, per il resto siamo sempre noi: papà guarda la tv, sembra apparentemente calmo non più tanto sereno, seduto sulla poltrona della nonna, chiuso sempre nel suo silenzioso amore che veglia su di noi sia con lo sguardo che con le sue braccia protettive ma che mai ci sfiorano.
Quando me ce dirai che ci ami? Forse mai, ma so che è così.
La mamma, parla , è sempre lei, la donna che ho sempre conosciuto, credo sia anche forte, è riuscita ad affrontare tante cose. Da quando è arrivato internet, con tutto quello che dentro, è anche capace di guardare in due monitor contemporaneamente ma perchè?
Uno non le basta!? E’ passata dal registro di classe al pc, rapidamente, è stata brava.
Poi ci sono io, nell’angolo più estremo della scrivania, vicino al balcone, che ascolto e guardo tutto, riconosco la solita moto con la marmitta sgangherata che passa ogni notte, controllo che la batteria del mio portatile non sia scarica, digito e parlo anche io tanto, e spesso me ne pento.
Alla fine cosa è cambiato?
Io ho solo avuto la promozione in un’ altra stanza della casa, nell’altra entro ancora a singhiozzo, quella in cui per più di vent’anni ho diviso con la nonna e mia sorella, lì prima che il web entrasse nelle nostre case la sera la passavo ascoltando la radio, sino alle 22,30 poi la nonna doveva andare a letto ed io raggiungevo Simona che guardava la tv, fino a tarda notte, poi in punta di piedi si andava a dormire, provando a non svegliare chi già dormiva.
Molti dei quei passi non fanno più parte di questa casa ma le impronte lasciate sono indelebili dentro di me.
Il miraggio
Il miraggio di non dovere versare l’obolo, trasforma spesso molte persone apparentemente tranquille in avvoltoi pronti a scendere in picchiata verso la loro preda, con gli artigli aperti, pronti a strappare e mangiare tutte le viscere dalla sua vittima.
Qui a Palermo, in Sicilia il “conoscere” un amico, ti apre molte porte ma in realtà chi lo chiede, spesso non è una persona a te vicina, lo avrai visto mezza volta in un locale durante una festa danzante a cui sei finito per errore perché chi festeggia è omonimo del cugino di terzo grado del cognato della tua ragazza.
Questo poco importa, di fronte alla possibilità di dovere pagare quello che puoi ottenere gratuitamente i rapporti magicamente si stringono, i complimenti fioccano e l’amicizia aumenta a livello esponenziale, ovviamente solo da un lato.
Così Tu, rimani fregato perché, qualcuno gli ha dato il tuo numero e lui ti chiama per sapere quando può ottenere il favore, ponendoti in una delle situazioni più imbarazzanti che ti possa capitare, se sei una persona che non fa queste cose oppure entrerai in questo vortice del favore, che purtroppo sa di altro e anche tu comincerai a chiedere.
Da tempo, ho imparato a dire di no, qualcuno ancora ci prova ma ormai so filtrare e bloccare le interferenze a chi oltretutto non le merita, ovviamente ci si perde in popolarità ma ci si guadagna in qualità del rapporto.
