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Femminicidio: il contributo della Sicilia (in ogni senso)

Femminicidio: il contributo della Sicilia (in ogni senso)

rosa e spineA volte sembra che anche certi orribili delitti possano andare di moda, per adesso è la donna a salire alla ribalta della cronoca, come la terribile notizia di oggi proveniente dalla provincia di Trapani, in cui una donna al 9°mese di gravidanza è stata massacrata e data alla fiamme, in stato di fermo il marito.

Sono 54 le donne uccise dall’inizio dell’anno da parte di un uomo in Italia. Cosa c’è che non va?

Perchè la rabbia, la frustrazione, l’insicurezza di un uomo devono trasformarsi in un vortice di violenza che nei peggiori dei casi porta alla morte, sembra quasi che il peccato originale agli occhi del proprio compagno  non venga mai lavato via, trasformandoci a volte in inutili zavorre da buttare via, spesso l’unica colpa è quella di avere amato, troppo. Dalle pagine dei giornali ad esempio, si legge che quest’ultima vittima fosse costretta a vivere insieme all’amante del marito.

Il rapporto squilibrato tra uomo e donna e l’arretratezza che ancora ci portiamo addosso possono essere, forse, le cause di questa situazione, che sembra adesso degenerare ma che è sempre esistita, non è una consolazione ma un dato di fatto, pensiamo che lo stesso reato di stupro “da poco” sia diventato reato contro la persona e non contro la morale.

Orribile pensare anche sia il sesso femminile stesso a pensare che certe abitudini o modi di fare siano “normali”, atteggiamenti che dovrebbero essere un campanello d’allarme, vengono sottovalutati, giustificando, per non “rovinare” la famiglia o perché si pensa che sia giusto così, che certe cose ce le meritiamo anche, trappole psicologiche costruite ad arte dalle quali non si riesce a venire fuori.

Siamo in grado di fare tutto, anche andare nello spazio (come l’astronauta Samantha Cristoforetti prima donna italiana a farlo nel 2014) ma se un uomo ti blocca, ti stringe, difficilmente riesci a liberarti dalla sua morsa, retaggio primitivo di una maledetta massa muscolare maggiore rispetto alla nostra, colpa di una divisione di ruoli che a molte di noi ormai sta stretta perché non è solo un cromosoma a definire quella che sarà la tua vita.

Il terrore generale che colpisce la maggior parte di tutte noi è la consapevolezza della trasversalità di questo reato, non c’è estrazione sociale, titolo di studio, provenienza geografica che ti possa salvaguardare da quel buio profondo in cui il tuo compagno sprofonda e ti trascina, come un coccodrillo con la sua preda.

 

Il 21 Luglio a Palermo si scende in piazza, per dire No ma occorre stare attenti a non strumentalizzare e rendere retorico tutto quello che sta accadendo, la linea di demarcazione è troppo sottile, bisogna essere concreti e soprattutto manifestare insieme a tutti gli uomini che provano lo stesso orrore davanti alla nostra storia che vira dal rosa al rosso sangue.