Rifugio antiaereo piazza Pretoria: perché non ci vado

Rifugio antiaereo piazza Pretoria: perché non ci vado

Da quando è iniziata la manifestazione  “Le Vie dei Tesori” sono andata in tantissimi punti di interesse della nostra città: dalle carceri dello Steri, alla Cripta delle Repentite, così come il Palazzo delle Poste Centrali o la fossa del Kemonia e del suo tragitto: una bellissima passeggiata con Mario Pintagro.

Dall’anno scorso è cresciuto tantissimo, sia di fama che di visite, il rifugio antiaereo che si trova sotto Piazza Pretoria, con l’ingresso all’interno del Palazzo di Città: a quanto sembra sia proprio uno dei luoghi più visitati, 2000 visite in 3 giorni riportava un’agenzia qualche giorno fa.

Qui però mi devo fermare, non ce la faccio a fare questa discesa negli inferi.

Non ce la faccio, nonostante io ami la storia e la storia di Palermo, nonostante io sappia quanto sia importante il valore del passato per il nostro futuro: devo mettere un ostacolo tra me e quel rifugio.

Perché mio padre a 4 anni in quei rifugi ci andava con sua madre e stringendole la mano, si nascondevano lì per provare a salvarsi da una morte quasi certa. Come in una roulette russa si scendevano quei gradini sperando che le bombe gli lasciassero comunque ancora una possibilità. Si chiama rifugio ma è comunque una trappola.

Semplicemente: non ci vado perché mio padre mi ha detto: “Ma eravamo pazzi a entrare lì dentro?”