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Carta d’identità sui Social fa bene a noi o ai partiti?

Carta d’identità sui Social fa bene a noi o ai partiti?

Italia Viva, il nuovo gruppo parlamentare creato da Matteo Renzi propone una raccolta di firme con questa finalità: “La rivoluzione digitale poteva (e ancora può) essere una meravigliosa occasione di allargare e rafforzare le nostre democrazie, avvicinando eletti ed elettori, introducendo nuove forme consultazione, semplificando l’accesso alla politica. 

La rivoluzione digitale sta invece finendo per deteriorare la qualità delle nostre democrazie. Sono già diversi, infatti, i casi comprovati di consultazioni elettorali (in primis il referendum sulla Brexit del giugno 2016, ma non solo) che sono risultate profondamente distorte e manipolate dalla diffusione di informazioni false sulla rete.
Anche recenti inchieste giornalistiche hanno dimostrato che in Italia questo rischio c’è, con la creazione e la gestione di account falsi sui social network che drogano la discussione politica sulla rete. Sulla carta stampata viene garantito il (sacrosanto) diritto all’anonimato solo se la redazione conosce la vera identità di chi scrive ed esprime opinioni. Perché la stessa cosa non può essere fatta sul web? Proponiamo che anche i social network, per legge ed avvalendosi di autorità terze, possano esser messi nelle condizioni di garantire che ad un account corrisponda un nome ed un cognome di una persona reale, eventualmente rintracciabile in caso di violazioni di legge.Chiediamo che trasparenza e garanzia della fonte possano valere per tutti quei canali di comunicazione come pagine Facebook ed account Twitter ed Instagram che parlano quotidianamente a milioni di cittadini ma che, a differenza di qualunque altro mezzo di comunicazione tradizionale, non hanno non solo un direttore responsabile, ma spesso neppure un titolare in chiaro”.

Riflettiamo un attimo sul valore digitale e strategico di questa proposta politica che apparentemente non fa un piega e sembra quasi una salvezza verso la violenza che imperversa sui Social: in un “attimo” verrebbero cancellati tutti i profili alimentati dalle macchine propaganti i messaggi, insomma sembra quasi la panacea di tutti i mali del Web.

Premettendo che Facebook e altri Social non sono italiani quindi l’iter. immagino, non sarebbe così lineare ma soprattutto questa strategia risolverebbe in un attimo l’arretratezza di tutti quei partiti che in questi anni non hanno realizzato, se non artigianalmente, la stessa strategia. Verrebbero praticamente tagliate le gambe al Movimento 5 Stelle e alla Lega che su condivisioni spinte, bot e account finti hanno costruito tutto quello che sono adesso. Mi preme sottolineare che se si vogliono vincere la campagne elettorali, con l’ausilio di Internet, non ci si può limitare soltanto ai contenuti, ma si è praticamente obbligati ad utilizzare la tecnologia perchè è una delle armi più grandi a disposizione per portare a casa il risultato.

Mi chiedo, quindi, se questa proposta politica un po’ demagogica faccia più bene agli utenti o ai partiti rimasti così indietro da non potere più recuperare la distanza disseminata di like.