Essere siciliana e non avere mai messo piedi a Castelbuono! A volte è strano come si vada sempre negli stessi posti, magari per una gita domenicale ed invece basta così poco per scoprire un mondo nuovo, fatto di Castelli, funghi e panettoni!

La fortezza dei Ventimiglia è davvero bella, tra sale, chiese, stanze e nicchie che trovi al suo interno in cui piacevolmente perdersi, immaginando e scoprendo quello che è stato e osservando quello che rimane oggi.

Iniziato a costruire nel 1316 dal conte Francesco I Ventimiglia sul colle di San Pietro d’Ypsigro, ha tre torri rettangolari ed una circolare, chissà come doveva esserci bello viverci, mi ha colpito molto vedere una lapide in marmo in cui erano scolpite delle unità di misura.

Per conoscere bene una cultura però devi anche sederti a tavola con lei, quindi dopo avere riempito la mente abbiamo dovuto ascoltare anche lo stomaco andando a mangiare in un ristorante: “Nangalarruni”, penso sia uno dei migliori della zona, dei funghi fanno la loro bandiera ma anche del suino dei nebrodi, io ho scelto una degustazione di salumi e formaggi tipici insieme a dei tortiglioni al ragù di maialino con ricotta di basilisco e come dolce una testa di turco, al palato molto simile al nostro biancomangiare, loro aggiungono anche della ricotta per renderlo più cremoso. L’ambiente è quello tipico e piacevole di un’osteria, capace di scaldarti e farti sentire a casa nonostante tu sia in un locale che prima non conoscevi.

Lungo la strada che ti porta in questo locale, incontri “Fiasconaro” i panettoni, ormai un nome a tutti noi noto, forse non solo ai siciliani, all’esterno di uno dei loro locali c’è una degustazione in loop alla quale anche noi non abbiamo rinunciato.

Come se fossimo turisti venuti da lontanto abbiamo fatto la fila per acquistarne uno, forse per prenderne uno diverso da quello che puoi trovare in giro nei bar: la mia scelta è caduta su “Oro Verde” in scatola, dentro si trova una spatola ed un barattolo di crema ai pistacchi da spalmare sulla fetta, giusto per gradire, me lo hanno anche dato in un bellissimo sacchetto natalizio, avrei mai potuto rinunciare ad un packaging del genere?

Carino notare come al centro della piazza ci fosse la fontana, logo della pasticceria Fiasconaro, mi sono anche fatta scattare una foto da vera cinese in vacanza!

Consiglio a tutti una gita a Castelbuono soprattutto con il Natale alle porte ed il panettone sotto l’albero….o sulla tavola?

Sex and the City a Palermo

March 31st, 2011 | Posted by Serena Tudisco in Palermo | sicilia - (3 Comments)

dddQuando avevo vent’anni e guardavo con mia sorella “Sex and The City”, ridendo nelle lunghe serate insieme, vedevo quelle donne confuse, spesso illuse, e molte volte accompagnate dall’uomo sbagliato, come lontane. L’identificazione con quei personaggi era poca, anche perchè loro erano a Manhattan e io a Palermo.

Forse perchè non ero ancora sbocciata o perchè credevo che certi problemi non mi potessero toccare. Ed invece eccomi qui a parlare, scrivendo, con il mio pc rosa, più fashion di quello della riccia Carrie.

Piano piano, come se la sceneggiatura di quel telefilm non si fosse mai fermata ho vissuto molte delle situazioni narrate.

Le amiche, quelle vere ci sono sempre, ce ne sono di nuove che sono una piacevole scoperta, quelle ipocrite per fortuna hanno capito di dovere tacere. Ci sono anche quelle perse nell’adolescenza ma ritrovate magari con un figlio, un marito, una vita nuova da condividere come se quel rapporto vero non si fosse mai interrotto.

Certo lo sfondo e le strade sulle quali vivo non sono come quelle della Grande Mela ma ci si arrangia, qualche vernissage lo si trova qui nella mia isola ma ci proviamo lo stesso tra una mostra, una riunione o un aperitivo, che sto giusto per andare a fare con le mie care amiche, come sfondo avremo il Teatro Massimo, che non sarà Empire State Building ma io lo preferisco!

L’ 8 Marzo a Palermo per la festa della donna oltre a piovere mimose per tutte le vie della città,  cadono anche dal cielo tantissime multe dell’ Amat, si perchè nella mia città c’è questa leggenda metropolitana: per la festa della donna l’autobus sia gratuito.

Così nel corso della mia crescita, quando prendevo i mezzi pubblici, con le mie amiche in questo giorno che ormai ci sta stretto, perchè dovrebbe essere utilizzato come spunto di riflessione per progredire e non per  involvere nell’autoghettizzazione all’interno di ristoranti e locali per sole donne, davanti a noi ci si presentava sempre la stessa scena, come se l’anno precedente non avesse fatto da monito:

Controllore: “Biglietto prego”

Donna in festa: “Ma oggi non è gratis per le donne?”

Controllore: “No, signora mi dia un documento”

Donna in festa: “Non l’ho”

Controllore: “Allora scende con me e andiamo al commissariato”

Donna in festa: “Ora chiamo a mio marito e ci faccio vedere”

Quest’anno a quante multe sono state già fatte o magari finalmente stavolta il biglietto ce lo regalano? :D

Piano piano, in ombra a Palermo è cresciuto un parco, alle spalle dell’Ateneo universitario ed il CUS, si dice che per dimensioni sia secondo solo a quello della Favorita. Io mi sono accorta di lui, guardando distrattamente quelle luci che nell’oscurità crescevano come piccole stelle nella notte panormita.

Così ho scoperto che dentro questo spazio, che ci appartiene, c’è un laghetto insieme a chilometri di piste ciclabili ed un caffè letterario, una pista di pattinaggio e tante altre bellissime cose che aspettano solo di accogliere i palermitani che da anni boccheggiano in attesa di uno spazio fruibile. Un luogo nel quale è possibile portare i bambini senza dovere fare lo slalom gigante tra le macchine con i passeggini.

Con la nascita di questo parco avremo la possibilità di scegliere dove dirigerci, evitando,  magari, di dovere necessariamente attraversare tutta la città chiusi in macchina, per raggiungere magari la passeggiata a mare del Foro Italico.

Verrebbe data anche la possibilità a chi fa sport all’aria aperta di non dovere porsi il fastidioso interrogativo di dove potere andare a svolgere una attività sportiva, che alla fine richiede solo il giusto abbigliamento ed un po’ di allenamento.

Poi però dopo avere fantasticato torni subito sul pianeta Terra, precisamente in Sicilia a Palermo , e scopri che il parco sarebbe già pronto ma che mancano i collaudi, alcuni finanziamenti  e una manciata di burocrazia.

Insomma le solite vecchie storie, che ci schiacciano da anni.

Le luci però continuano ad essere accese, ma per chi?

Per chi la conosce

Per chi ogni estate fa il bagno qui

Per quelli a cui ho fatto conoscere questo posto magico

Per chi aspetta che il sole tramonti dietro la torre per andare a casa

Per chi ha visto il mio sguardo riflettersi in questo mare

Per chi non ci andrà più

Per chi nuota con me

Per Renato

Per chi lo ama d’inverno come se fosse estate o forse più

Per mio Padre, che non ci si vuole più bagnare

Per chi non è estate se non è Guidaloca

Per chi  il mare è sempre stato solo questo

Per chi quando pensa a Guidaloca, si ricorda di me.

Odori della mia Terra

September 29th, 2010 | Posted by Serena Tudisco in Palermo | sicilia - (15 Comments)

Una settimana fa, ho iniziato la mia stagione in piscina, WOW!

La notte precedente, ho solo dormito quattro ore, prima che la sveglia suonasse alle 8:00 ma non mi interessava, volevo andare a picchiare l’acqua, dovevamo essere solo lei ed io.

Ho raggiunto la palestra a piedi, come faccio solitamente, tra andata e ritorno saranno tre chilometri, si può fare!

Solo che, non avevo messo in conto tutti gli odori che avrei incontrato alle 8, 45 del mattino  per le strade di  Palermo.

Non so voi, ma di mattina posso accettare solo nell’aria il caffè, qui in Sicilia non si può!

Infatti, dopo un centinaio di metri ho iniziato a scontrarmi con la nostra realtà: in primis sul mio cammino, come se fossi su una scacchiera c’erano tutti gli stronzi abbandonati dai padroni dei cani, che avevano appena finito la loro passeggiatina, dando il buongiorno a me!

Al primo incrocio c’erano le mitiche balate piene di pesce con tutto il loro ghiaccio insaporito che scolava, sotto le mie suole e sul marciapiedi, una volta sono pure scivolata, non questa volta. Dopo avere superato questo ostacolo, in cosa mi sono potuta imbattere? Nel pane con la milza ovviamente, con quel suo tanfo che riconosci a metri e metri di distanza!

Il colpo di grazia mi è stato dato dalle arancine con la carne, che sgomitavano dal bar,  praticamente cipolla viva, pochi metri prima di arrivare alla mia meta.

E’ mai possibile che io sia dovuta arrivare in piscina con la nausea? Ho rischiato davvero di stare male per tutto l’agrodolce che piace tanto della  mia Palermo, ma non così presto!

Scandalo al sole…o quasi!

September 24th, 2010 | Posted by Serena Tudisco in sicilia - (4 Comments)

Certi spettacoli puoi averli solo in Sicilia, manifestazioni passionali del motore che fa andare avanti la nostra regione!

Oggi nello spogliatoio della palestra, mentre ci si asciugava e si parlottava: il panico!

Fa ingresso una donna, avrà avuto sui quarant’anni che urlando a noi astanti ci ha intimato, di non dire più in giro che lei avesse una relazione con un signore maturo che frequenta la stessa struttura!

Perchè lei è sposata e suo marito si sta arrabbiando!

Dal silenzio iniziale, alla baraonda più totale, il tumulto tra la folla!

Si è rischiata la rivoluzione, tra spumeggianti femmine, anche perchè questa signora non la conosceva nessuno, quindi se avesse voluto la notizia riservata, credo abbia ottenuto l’effetto contrario!

Anche questo può accadere, in uno spogliatoio a Palermo, mi chiedo solo se faccia parte dell’abbonamento!

Palermo vs Eremo

July 21st, 2010 | Posted by Serena Tudisco in A muzzo | Palermo | sicilia - (1 Comments)

Guardare Palermo da un altro punto di vista di fa allontanare da certe dinamiche che ti hanno reso complici, vittime e succubi di una città soffocante.

Strade che non ti permettono di sgattaiolare da una traversa, come se tutto fosse su un binario a senso unico senza via di uscita, caldo che ti opprime anche d’inverno, radiazioni solari intrappolate dentro la tua automobile che non ti lasciano una via di fuga.

Una uscita di sicurezza da cui potere prendere aria, almeno per un momento.

Da cosa dipende questa ventata di lucidità? E’ forse, tutto dettato dall’eremo in cui mi trovo o dalla tortora che mi sta vicino, che mi suggerisce che questo è il posto giusto dove vivere?

Ogni mattina, come se fossi una pendolare raggiungo la mia città, come se mi buttassi in una bolgia, non c’è estate che tenga o ferie alle porte, è tutto lì, il traffico con  “la munnizza” che non è andata più via.

E’ passato un anno, o forse più da quando abbiamo iniziato ad avere i cassonetti in fiamme ed ancora, ci fanno compagnia, insieme alla TARSU che aumenta!

Mi chiedo ancora se, Palermo vuole allontanarmi, sono io che non la sopporto più o è si tratta del più semplice rapporto di amore ed odio??!?

Ognuno di noi ha il desiderio di conoscere quello che ci circonda, dal paese più lontano a quelli che circondano il luogo in cui vivi, magari piccole realtà di cui hai sempre sentito parlare ma che per pigrizia o altro non hai mai raggiunto.

La passione per i viaggi, credo, nasca già dai primi anni di scuola, ti basta avere un libro ed ascoltare la maestra, quando arriva l’ora della geografia.

Spesso però, quando si ha un bel  grembiule che stringe con il suo colletto in gola,  non ti va  di studiare alcune lezioni, forse si trova anche noioso avere davanti pagine su pagine con usi e costumi di altri popoli apparentemente lontani, sapere cosa coltivino come le mitiche barbabietole da zucchero.

Una delle domande che temevo di più era quella dedicata al conoscere,  quali fossero i paesi confinanti, del  paese studiato.

L’ interrogazione era uno stress, ognuno di noi avrebbe preferito conoscere senza dovere andare a ripetere a qualcuno quello che avevi appreso il giorno prima,  ma dentro di noi, riuscire ad immaginare cosa potesse offrirti una terra diversa dalla tua aveva un fascino particolare, che si è protratto negli anni, nonostante i libri si chiudessero ed i miei studi non fossero umanistici.

Si diventa grandi e si comincia a mettere in pratica quello che hai appreso, i libri si mettono da parte e inizi con un vero esame di pratica.

Il nostro pianeta è immenso, puoi passare dai ghiacciai, al caldo tropicale, facendoti capire che alla fine sei davvero all’interno di nello spazio e che l’alieno per un altro potresti essere tu!

Quando devi scegliere la tua meta per un viaggio, magari ti perdi, facendo anche un piccolo giro virtuale sulla poltrona di casa tua su internet!

Cominciano le domande, sul dove andare, con chi, per potere  passare qualche settimana a conoscere, realmente quello che magari hai visto su una rivista o in un documentario che ti ha stregato.

Penso che una delle cose più affascinanti del partire sia quella di avere la  grande possibilità di incontrare nuova gente, che non avresti mai sognato che facessero parte della tua vita, quando avevi dodici anni e studiavi nella tua camera, quella pagina di geografia.

L’opportunità di interagire con persone nuove, mi apre il cuore, mi proietta verso l’infinito, il tendere una mano che si lega ad un altro in una terra straniera mi fa sentire cittadina del mondo, un puntino di quella rete che siamo tutti noi.

Queste sensazioni metafisiche che un viaggio può darti passano anche attraverso degli strumenti tangibili che ti accompagnano nei tuoi spostamenti.

Molte persone scelgono di raccontare tutto questo attraverso una telecamera, udito e vista vengono coinvolti portandoti direttamente sul palcoscenico dei tuoi itinerari, un modo per raccontare in maniera diretta quello che hai vissuto.

Io no, ho preferito sempre portare con me,  la mia macchina fotografica, una reflex con il suo peso, la sua stazza, la sua forma ed il suo colore: nero, grazie a lei sono sempre riuscita a fissare il mio punto di vista, la mia interpretazione di un luogo specifico.

Sapere giocare con la luce, con la composizione, con un semplice oggetto che puoi trovare in una stradina, può dare uno spunto nuovo ad posto che magari se fossi passato di lì, frettolosamente e senza una lente al collo avresti lasciato sfuggire nell’ oblio della tua mente.

Invece grazie alla tua passione puoi vedere una città, come nessun’altro l’ha mai vista, non è necessario infatti,  fare dei grandi spostamenti lungo l’asse terrestre!

Semplicemente, puoi preparare la tua attrezzatura fotografica, la sera prima, scegliere un paese sulla cartina della tua regione e partire, così una volta ho fatto.

Questa volta è stato grazie ad un articolo letto su un quotidiano, all’ interno del quale ho scoperto che nella mia isola, la Sicilia che sa solo di mare si erigeva un affascinante castello medievale, su una vetta, di un piccolo paesino.

Mi sono trovata lì, con una temperatura che non era più estiva, anche se era pieno Agosto, di sera un cielo stellato con ancora qualche desiderio da esprimere, lo sciame delle Perseidi  ancora non aveva finito di affascianarci.

Quando invece la nostra stella vitale sorgeva, si usciva a fotografare, per le vie di questo piccolo borgo medievale, c’erano piccole case,alcuni vicoli, delle salite e alcune discese, piccoli angoli in cui sognare ed altri in cui lasciarsi affascinare dal panorama offerto dalla natura, che non chiedeva niente in cambio, forse solo una delle mie fotografie.

Ricordo che camminando, mi sono trovata in una piccola villa, una di quelle che trovi nei piccoli paesini, in cui bambini ed anziani si ritrovano, come se la fanciullezza e la senescenza si incontrassero per guardarsi in uno specchio magico in cui ognuno di noi  può vedere la  propria vita scorrere ed unirsi in quel giardino incantato che da ogni suo lato, ti offriva uno spunto come la sua ringhiera che si affacciava sulle isole Eolie, viste da una altezza di quasi mille metri.

Cosa avrei potuto fare? Solo fermarmi a respirare quell’aria che solo lì, a Montalbano Elicona  ho incontrato, facendola entrare dentro di me, lasciarla scorrere in tutti i distretti del mio corpo, fino ai capillari per possederla.  Uno scambio gassoso, vantaggioso ricco di ricordi.

Dopo avere fatto questo,  ho tolto il mio treppiedi dalle spalle, ho preso la mia reflex, l’ho montata sopra la sua testa ed ho provato a comporre l’immagine che pulsava dentro di me,  ma che in quel momento doveva rimanere impressionata sul sensore della mia macchina, giuro che tanto piccolo non mi era mai sembrato, ed ho scattato , sperando che i colori ed anche quella atmosfera magica rimanesse dentro quella fotografia, come è rimasto dentro di me.

Sono passati dei mesi da quel viaggio, anche se riesco ancora a sentire, lo specchio che si ribalta ogni scatto.

Se non ci fosse stata con me la mia reflex,  i miei ricordi, sarebbero stati diversi da quelli che ho?

È stato come se mi aiutasse a costruire in me quella immagine latente che appare nitida ogni volta che penso a quel viaggio, solo un paio di giorni ma indimenticabili.

Mezzi ibridi a Palermo

June 22nd, 2010 | Posted by Serena Tudisco in Palermo | sicilia - (1 Comments)

Un paio di giorni fa sono andata ad iscrivermi in piscina, ho deciso di sconfiggere il terribile traffico di Palermo, andando a piedi.

La strada non era molta, una manciata di chilometri, messe le scarpe da corsa, niente è lasciato al caso, sono andata, con tanto di ipod nelle orecchie, per riuscire a coprire anche il sottofondo dei clacson che qui deturpano il paesaggio.

Al primo incrocio affrontato, ho capito di essere anche io un mezzo di trasporto, o quasi!

Infatti stavo per avere un incidente frontale con un furgone, che vista la confusione aveva deciso di camminare con due ruote sulla carreggiata e con le altre sul marciapiedi, dove ovviamente c’ero io.

E’ stato un gioco di sguardi, di ripasso veloce delle mie conoscenze di scuola guida, per capire chi avesse la precedenza tra essere umano e questo nuovo mezzo ibrido, che rischia di capovolgersi pur di superare la fila!

Superato questo ostacolo, al quale ho fatto i complimenti mi sono imbattuta in altro furgone sfidante le forze del famigerato piano inclinato,  stavolta era posteggiato occupando totalmente il marciapiede, risultato?

Ho dovuto camminare letteralmente su viale regione siciliana, pregando che nessuno sbandasse su di me!

Mi chiedo, del perché i cittadini palermitani me compresi debbano rischiare la vita così, come se il guidare in questa barbara maniera sia consuetudine ormai.