#BuonNatale

December 25th, 2011 | Posted by Serena Tudisco in A muzzo - (1 Comments)

Invitati speciali

December 16th, 2011 | Posted by Serena Tudisco in pensieri cervellotici - (1 Comments)
Una settimana fa mia sorella e Valerio si sposavano.
Una grande festa organizzata nei minimi particolari, eravamo tutti bellissimi, tantissimo la sposa!
Io ero in viola, per chi mi conosce non é una novità!
Eravamo in tanti, chi veniva da Milano, da Altamura, da Foligno e da Palermo stessa.
I baci sono stati tanti, i sorrisi insieme alle lacrime anche, certe emozioni non le puoi nascondere anche perché io stessa appartengo al partito pro lacrime: servono sono necessarie e soprattutto devono sgorgare quando te lo senti.
C’erano i nostri affetti più grandi ma alcuni di questi mancavano non perché non fossero stati invitati ma semplicemente non ci sono più, ancora però li cerchi.
Io questo ho pensato, che magari fossero con noi a festeggiare, a darci ancora un bacio e a stringere gli sposi, così come accade a me ogni volta che li sogno, quando mi sciolgo in abbracci impossibili da riprovare dal vero per le sensazioni che ti danno nel rivederli.
Scettica e razionale, questa sono, ma nel mio cuore spero davvero che in qualsiasi forma loro fossero con noi insieme ancora, una volta.

Essere siciliana e non avere mai messo piedi a Castelbuono! A volte è strano come si vada sempre negli stessi posti, magari per una gita domenicale ed invece basta così poco per scoprire un mondo nuovo, fatto di Castelli, funghi e panettoni!

La fortezza dei Ventimiglia è davvero bella, tra sale, chiese, stanze e nicchie che trovi al suo interno in cui piacevolmente perdersi, immaginando e scoprendo quello che è stato e osservando quello che rimane oggi.

Iniziato a costruire nel 1316 dal conte Francesco I Ventimiglia sul colle di San Pietro d’Ypsigro, ha tre torri rettangolari ed una circolare, chissà come doveva esserci bello viverci, mi ha colpito molto vedere una lapide in marmo in cui erano scolpite delle unità di misura.

Per conoscere bene una cultura però devi anche sederti a tavola con lei, quindi dopo avere riempito la mente abbiamo dovuto ascoltare anche lo stomaco andando a mangiare in un ristorante: “Nangalarruni”, penso sia uno dei migliori della zona, dei funghi fanno la loro bandiera ma anche del suino dei nebrodi, io ho scelto una degustazione di salumi e formaggi tipici insieme a dei tortiglioni al ragù di maialino con ricotta di basilisco e come dolce una testa di turco, al palato molto simile al nostro biancomangiare, loro aggiungono anche della ricotta per renderlo più cremoso. L’ambiente è quello tipico e piacevole di un’osteria, capace di scaldarti e farti sentire a casa nonostante tu sia in un locale che prima non conoscevi.

Lungo la strada che ti porta in questo locale, incontri “Fiasconaro” i panettoni, ormai un nome a tutti noi noto, forse non solo ai siciliani, all’esterno di uno dei loro locali c’è una degustazione in loop alla quale anche noi non abbiamo rinunciato.

Come se fossimo turisti venuti da lontanto abbiamo fatto la fila per acquistarne uno, forse per prenderne uno diverso da quello che puoi trovare in giro nei bar: la mia scelta è caduta su “Oro Verde” in scatola, dentro si trova una spatola ed un barattolo di crema ai pistacchi da spalmare sulla fetta, giusto per gradire, me lo hanno anche dato in un bellissimo sacchetto natalizio, avrei mai potuto rinunciare ad un packaging del genere?

Carino notare come al centro della piazza ci fosse la fontana, logo della pasticceria Fiasconaro, mi sono anche fatta scattare una foto da vera cinese in vacanza!

Consiglio a tutti una gita a Castelbuono soprattutto con il Natale alle porte ed il panettone sotto l’albero….o sulla tavola?

Splinder chiude!

December 1st, 2011 | Posted by Serena Tudisco in A muzzo - (3 Comments)

Il I Novembre 2006 inauguravo il mio primo blog su splinder, era il mio secondo blog ed il precedente a Calia e Semenza, in questi giorni la notizia che questa piattaforma sta per chiudere.

Per fortuna c’è la possibilità di salvare semplicemente tutto quello che é stato scritto, oggi ho effettuato questa operazione, ho trovato almeno 250 post!

Chi vorrà potrà trasferire tutto il contenuto in un altro blog, come se niente fosse!

Semplicemente possiamo andare da Splinder a Blogger, ok ma ogni volta che si faceva login era come entrare in un piccolo mondo, come in ogni community che si crea qui nella rete, si é passati dall’essere dei solitari blogger ad essere in una rete, prima che nascesse facebook, questa piattaforma é nata nel 2001.

La concorrenza forte di mostri sacri ormai come WordPress e Blogger ha forse spinto la chiusura di Splinder, come una vecchia bottega schiacciata da un grande centro commerciale?

Chi come oggetti o soggetti, chi come commentatore o in maniera più distaccata come lettore a volte cercando altro da me.

Resta il fatto che lo scrivere é una delle attività più belle che esista e devo dire grazie anche a Splinder!

Doodle per Daguerre

November 18th, 2011 | Posted by Serena Tudisco in Fotografia - (0 Comments)

Oggi é il 224° anniversario dalla nascita di Daguerre, un pensiero a lui e a chi grazie alla sua invenzione é riuscito a “fissare” il mondo.

Un centimetro di questo doodle me lo dedico, una linea sottile unisce me, la camera oscura, la pinhole e Google.

Segnali stradali creativi

November 8th, 2011 | Posted by Serena Tudisco in Futile ma Utile - (7 Comments)

Ed io che credevo di essere preparatissima sui segnali stradali, tanto da dare “lezioni” a chi magari sta guidando, deridendolo per l’ignoranza relativa alla segnaletica verticale.

Una domenica, viaggiando per una stradina, di montagna, mi trovo davanti questo cartello!

Cosa sarà mai, mi chiedo, nessuno sa darmi risposta,  non mi resta che chiedere a Google!

Vi giro la domanda, secondo voi da quale pericolo ci mette in guardia?

(Diamo spazio alla creatività, poi se non ci arrivate vi dico di cosa si tratta!)

#Leopolda 2.0

November 2nd, 2011 | Posted by Serena Tudisco in 2.0 - (0 Comments)

Come ha scritto Davide Faraone su twitter il Big Bang non finisce: inizia.

Idee che partono da chi era lì a Firenze ad ascoltare, pensare, riflettere, parlare o lavorare come me.

Abbiamo ascoltato tante anime parlare connesse solo dalla voglia di riscattare l’Italia.

Questa volta però l’evento non è stato solo per chi ha avuto la fortuna di esserci il 28, 29 e 30 Ottobre o per chi a posteriori ha guardato qualche servizio al telegionale, stavolta chiunque poteva esserci.

Tutta la rete, strumento di libero e democratico, poteva accedere al Big Bang, dallo streaming in diretta disponibile su più siti : Big Bang – Leopolda, Repubblica, facebook.

Il “luogo” più bello però in cui siamo incontrati, tutti,  è stato quello di twitter: sono stati così tanti i  messaggi di 140 caratteri lanciati che si è provato anche a boicottarla inquinando i trend topics.

Così tra le tendenze in Italia oltre a #MatteoRenzi e #Leopolda potevi leggere: il cielo è blu, la viola è un fiore. Inutile dire che questo tentativo non sia servito a nulla, i tweet sono andati avanti trasformando twitter in quella piazza che non avrebbe mai potuto ospitare così tante persone.

Vi dico i numeri che abbiamo avuto: 4.061 tweet conteneti Leopolda o #Leopolda e 4.708 tweet contenenti Renzi o #Renzi, un vero successo!

Il corpo non è stato necessario, c’erano i messaggi capaci di reggere la “macchina della comunicazione” che è andata avanti senza incontrare nessun tipo di attrito.

Chi era lì attraverso Foursquare, o facebook che offre un’alternativa di geotagging, ha potuto dare una sorta di presenza fisica all’interno dei suoi social network di fiducia, vista anche la possibilità di importare con delle applicazioni la registrazione in un luogo sulla propria bacheca o in un tweet.

Questi strumenti non vanno demonizzati, c’è chi ancora lo fa, ma usati nel migliore modo possibile, come già è accaduto per la Primavera araba o l’ultimo tornado negli Stati Uniti.

Nella mia città, Palermo, nonostante su facebook ci siano 450 mila iscritti nel raggio di 80 chilometri, twitter stenta a prendere il volo.

Sarà perchè i palermitani non sono in grado sintetizzare al massimo un pensiero?

La dote della sintesi è geografica o è tutto come sempre dettato dalle mode?

Dopo “esperimenti” come la #Leopolda, avuti grazie a Matteo Renzi, l’approccio del cittadino alla politica può cambiare perché basta con un # per potere parlare con chi deve rappresentare noi che lo abbiamo votato insieme alle nostre idee.

Il mio gatto dentro una presina!

October 24th, 2011 | Posted by Serena Tudisco in A muzzo - (0 Comments)

Gatto d'angora

Pablo

October 20th, 2011 | Posted by Serena Tudisco in pensieri cervellotici - (1 Comments)

Pablo è sempre lo stesso ragazzo, nonostante sia cresciuto si lascia trasportare dalle sue emozioni come se fosse un treno lanciato all’impazzata senza freni.

Ieri l’ho scoperto rimproverare i suoi genitori, lui così tenero che si taglia con un grissino, intento a dire a chi lo ha messo al mondo di avere sbagliato, perché non capisce l’atteggiamento delle altre persone.

Credo che in realtà Pablo abbia tutto chiaro ma sognatore com’è non si vuole arrendere ad essere circondato sempre dagli stessi personaggi capaci di gravitargli attorno solo per avere qualcosa in cambio.

Si chiede dove siano finite le persone che si perdono in un abbraccio come fa lui, o chi ancora si riconosce in uno sguardo o in una lacrima.

Ieri avrei voluto dirgli che non è lui l’alieno, che il mondo è cambiato e che lui è rimasto indietro ma non volevo essere inopportuna, temevo che mi fraintendesse.

L’ho guardato piangere, l’ho ascoltato lottare con le sue parole per fare capire da cosa era data quella fiamma che gli ardeva dentro.

Ho aspettato che si sfogasse, che dai suoi occhi passasse l’irritazione data dalle lacrime ma dentro di lui l’infiammazione, quella cronica resta.

Conosco benissimo quella sensazione che Pablo prova, sembriamo quasi l’uno l’alter ego dell’altra, spesso quando di confrontiamo restiamo senza parole, noi che siamo due chiacchieroni, perché non certe cose che ti accadono non le puoi spiegare, vorresti che ti scivolassero addosso ma abbiamo dei fiordi su di noi che non ci permettono che questo accada.

Penetrano nelle nostre insenature, l’umidità resta ed i reumatismi della nostra anima ci accompagnano nella nostra vita.

Protezione

October 14th, 2011 | Posted by Serena Tudisco in pensieri cervellotici - (0 Comments)

Quanto è bello vivere protetti come se fossi ancora nel grembo materno, sogni l’indipendenza della tua vita, il tuo sguardo che si fonde con un altro ma poi ti accorgi che dietro la schiena nascondi la mano che tiene stretto il cordone ombelicale. Ancora oggi gli anticorpi che popolano il tuo corpo sono quelli di tua madre.

Quando comincerai ad avere i tuoi?

La crisi economica, il clima italiano forse influenza questo modo di vivere o è una semplice scusa? Un modo per aggirare il problema?

Le tue radici sono difficili da estirpare? No.

Sei riuscito a vivere senza quello che credevi fosse la tua aria, il necessario. Ed invece cosa era? Altro da te.

Tutto è stranamente lontano oggi, ovattato nel dolore di una vita che non ti è mai appartenuta, era solo ombra, nuvola, fulmine, pioggia.

Se non vai avanti cosa succede? Sei protetto ma non giochi, guardi le altre persone divertirsi, sporcarsi. Tu resti pulito ma il tuo punteggio resta zero perché hai deciso di non giocare ed intanto il tempo a tua disposizione diminuisce, la clessidra che tanto ci piaceva da piccoli, fa cadere rovinosamente la sabbia al suo interno e nessuno potrà farla ripartire. Sembra assurdo, che non ti appartenga per sempre questa vita ma è così.

Spesso mi chiedo se non abbiamo già vissuto la morte, quando ancora non esistevamo, era come se fossimo già passati su questa terra, senza lasciare traccia però.

Non abbiamo però questa sensazione, ci sembra di esserci sempre stati e che ci saremo sempre. Grazie alla storia appresa abbiamo colmato il vuoto cosmico che portiamo come fardello alla nascita insieme al peccato originale, per chi ci crede.

Solo l’istinto ci viene dato, i geni ci danno quella memoria bestiale che non ci fa essere uomini, e allora smettiamo di vivere nel limbo della nostra vita e sporchiamoci.