UN POLO INNOVATIVO PER LO SVILUPPO DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

L’innovation hub è tra i principali motori di sviluppo in Italia per startup e aziende del mondo “fintech”. App e software dei più importanti colossi nazionali bancari portano la firma della startup siciliana. In cantiere un progetto di ricerca AI a supporto delle Pmi. Il founder Riccardo Genova: “Fare innovazione in Sicilia si può” 

PALERMO – Una rivoluzione tecnologica è partita dal Sud. Si chiama bitRocket Studio ed è il primo innovation hub di Palermo per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Al civico 188 di via Vittorio Emanuele, all’interno di uno storico palazzo nobiliare, lo startup studio è tra i principali motori di sviluppo in Italia per startup e aziende del mondo “fintech” (finanziario-tecnologico). Un club che offre spazi co-working dove la condivisione delle conoscenze tra professionisti, imprenditori e investitori ruota intorno a crescita, innovazione e nuove possibilità.

App e software dei più importanti colossi nazionali bancari (da Unicredit a Banca Sella) sono progettati e sviluppati proprio dalla community che oggi conta 18 collaboratori. Ma non solo, perché una delle anime della startup siciliana è, appunto, l’intelligenza artificiale: bitRocket sta lavorando, infatti, a un progetto di ricerca per la creazione di un sistema a supporto delle Pmi e delle startup. A fondare bitRocket Studio è stato Riccardo Genova, programmatore palermitano col sogno di modellare il futuro, suo e di chi lo circonda. “Ero un giovane studente che non aveva idea di cosa fare nella vita – racconta – che è stato costretto a lasciare la Sicilia per trovare un posto nel mondo”. 

Genova, cervello di ritorno dopo esperienze a cavallo tra Roma e Milano, ha pensato di provare la fortuna valicando i confini dell’innovazione tecnologica. “Si pensa che Milano sia la terra delle opportunità – spiega ancora – ma io avevo in mente una startup unica nel suo genere. Mi sono reso conto, navigando tra gli annunci di lavoro, che c’era un’altissima richiesta per la posizione di sviluppatore web. Così sono entrato a far parte del magico mondo della programmazione”. 

bitRocket nasce così sulla scorta di piccoli successi trasformati in grandi traguardi. “Il modo di fare business e sviluppo a Palermo – precisa – è completamente disorganizzato, con poca professionalità e pochi valori. Dopo aver sperimentato il mondo dell’innovazione, mi sono reso conto che nella mia città le tecnologie erano obsolete. Ho lavorato per il Dipartimento di sicurezza interna come sviluppatore software. Venivo pagato bene, ma seguire gli ordini degli altri non era il mio forte”. 

L’esperienza però è servita. “Sono diventato un trainer esperto che ha avuto l’opportunità di formare oltre 300 consulenti per grandi aziende come Accenture, Avanade e Capgemini – puntualizza Genova -. Sono cresciute anche le collaborazioni con altre società di consulenza IT. Così mi è venuta l’idea di portare in Sicilia il modello che ho sperimentato altrove, creando opportunità di business ed espandendo l’attività freelance”. 

L’obiettivo è dunque quello di costruire una community di professionisti con forti legami. “All’inizio volevo che chi avesse il ‘fattore rocket’ fosse un po’ avventuriero, senza una sede fissa, sempre con uno zaino sulle spalle. Che avesse la spinta a trascorrere intere giornate insieme, le vacanze, condividendo pasti e formando un legame quasi familiare”. Nel 2020 ha fondato la startup, investendo 50 mila euro. Poi la pandemia e la necessità di adottare lo smart-working. “Questo nuovo approccio al lavoro non funziona per tutti – puntualizza Genova – poiché può comportare distanza fisica e sfide nella costruzione di connessioni interpersonali. Il periodo di smart-working, invece, ha permesso al team di bitRocket di mostrare le qualità essenziali necessarie per un lavoro efficace e produttivo in un ambiente virtuale”. 

Da qui nasce anche l’approccio diverso al lavoro. “Perché bitRocket non cerca talenti attraverso annunci – afferma il suo fondatore – ma cerca di attirarli naturalmente nella community. Dopo un periodo di formazione gratuito, il 99 per cento di loro resta. Il mio modello di business ruota intorno a un investimento umano: credo nel tuo talento e dunque ti assumo. Non serve solo dimostrare di avere competenze tecniche, ma entusiasmo nel voler affrontare le sfide. Intorno c’è una comunità di professionisti pronta ad accogliere e a sostenere chi ha questo sogno. Per questo collaboriamo anche con gli studenti universitari che si sentono smarriti e scoraggiati alla fine del loro percorso accademico”. 

NodeJS, ReactJS e React Native sono alcune delle tecnologie principali che usano per lo sviluppo web e mobile. “Sono state il nostro focus unico – conclude – che ci ha concesso di offrire un’elevata competenza ai nostri partner. In un’era dominata da tecnologie tradizionali come PHP e jQuery, bitRocket ha abbracciato una nuova frontiera di sviluppo utilizzando le nuove tecnologie sin dalla loro nascita. Questa scelta audace ha dimostrato la visione orientata al futuro dell’azienda, l’importanza di stare un passo avanti in un mondo in continua evoluzione come quello tecnologico, portandoci a esplorare il campo dell’intelligenza artificiale in cui oggi operiamo sia per i nostri partner che a supporto di startup aiutandole nella loro crescita, dalla modellazione dell’idea allo sviluppo del progetto stesso”. 

E, sempre a proposito dell’intelligenza artificiale, Genova spiega: “Il nostro obiettivo è offrire uno strumento capace di analizzare grandi quantità di dati e fornire indicazioni e suggerimenti su come migliorare il proprio modello di business. Le startup, invece, avranno l’opportunità di validare e lanciare il proprio progetto imprenditoriale, aumentando le probabilità di successo. Lo faremo coinvolgendo i talenti della Sicilia, dando loro l’opportunità di contribuire allo sviluppo del progetto, apprendendo nuove competenze legate al mondo dell’AI e facendosi così notare dalle grandi società di consulenza IT, con cui operiamo. Vogliamo dimostrare che è possibile trovare il proprio posto in un mondo insidioso come quello del lavoro, anche se si è giovani e inesperti”.